BYO | Bring Your Own: essere donna oltre l’8 Marzo

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LE DONNE NEL MONDO DELL’ARCHITETTURA, DELL’URBANISTICA E DEL DESIGN

Anche nell’ambito dell’architettura, del design, e dell’urbanistica, viene fatta una disparità di genere tra il prodotto o il progetto di un uomo rispetto a quello di una donna. Infatti, sebbene la storia dell’architettura e del design possa vantare figure femminili che hanno portato un importante contributo per quanto riguarda tanto l’assetto architettonico urbano, quanto la risposta alle sue necessità, in realtà da sempre il termine “architetto” è stato associato ad una figura maschile, probabilmente a causa degli stereotipi di genere, ma anche dal maschilismo della lingua italiana, da cui ancora fatichiamo a separarci.

Sebbene siano diverse le donne che lavorano in questo ambiente, e nonostante molte di queste vengano riconosciute dalla critica come ottime architette, effettivamente delle donne si parla soltanto come gruppo, come parte di un team di architetti e come parte di un mondo definito non adatto per loro. Dunque tutti quei movimenti che rivendicano un trattamento equo tra uomini e donne, devono il loro successo anche a tutte quelle architette e designer che si sono scontrate con un mondo maschilista per far valere le loro idee ed i loro progetti. La prima donna a ricevere il Premio Pritzker nel 2004, dopo 26 anni di storia del premio, fu Zaha Hadid, che al momento attuale è l’unica architetta che si trova ancora in qualche libro di storia e che viene ancora citata per i diversi contributi che ha portato sia nel mondo dell’architettura che nel mondo del disegno industriale. Un’altra personalità che è stata capace di coniugare l’architettura ed il design fu Gae Aulenti, considerata una dei migliori architetti della sua generazione, che ha incentrato il suo lavoro nell’allestimento e nel restauro architettonico, vincendo anche numerosi premi tra cui il Premio Imperiale nel 1991. Anche dal punto di vista dell’urbanistica, possiamo ricordare alcuni nomi di donne che sono riuscite a presentare i loro progetti e ad aver riconosciuto il loro lavoro, ad esempio ricordiamo Irena Bauman, Alison Brooks, Liza Fior e Katherine Clarke che stanno modificando la visione di città del futuro in un’ottica di cambiamento innovativo, rifiutando un modus operandi dettato da tempistiche stringenti, profitti immediati e risultati incredibili, puntando alla qualità prima della quantità. Quindi al giorno d’oggi risulta di fondamentale importanza comprendere quanto le donne abbiano dovuto lottare per l’uguaglianza e la parità di genere in tutte le sue forme e quanto sia fondamentale continuare a farlo.

Alexia Formica

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